Spazio e Stampa 3D : ultima Frontiera!

  11 Luglio 2019  >   Curiosità · Flash · Ultime notizie

Spazio: Ossa e pelle IN stampA in 3D per gli astronauti del futuro. l’ambizioso progetto dell’Esa con Ohb e Università di Dresda.

Spazio e Stampa 3D sono l’ ultima frontiera della ricerca. Pelle artificiale e parti di ossa bio-stampati in 3D per facilitare le prossime missioni degli astronauti in viaggio verso Marte.

Questo, dunque, l’ambizioso progetto di bioprintig 3D al quale sta lavorando l’Esa, l’Agenzia spaziale europea, in collaborazione con l’Ospedale universitario della Dresda Technical University (TUD). 

Il progetto, quindi, prevede la ricostruzione di pelle umana e di ossa, in Stampa 3D per chi viaggia nello Spazio.

Le cellule della pelle, spiegano gli scienziati, possono essere“bio-stampate” usando come bio-inchiostro del plasma umano, facilmente reperibile dagli astronauti in missione nello Sazio.

Spazio  e Stampa 3D
Spazio eStampa 3D

 

Tuttavia, il plasma è una sostanza molto fluida, pertanto difficile da lavorare in un ambiente a gravità alterata.

OSSA STAMPATE IN 3D

Per quanto riguarda la bio-stampa in 3D delle ossa, invece, si possono usare cellule staminali umane, con l’aggiunta di un cemento osseo in fosfato di calcio.

VIAGGIARE NELLO SPAZIO: I RISCHI PER LA SALUTE  

I viaggi nello Spazio durano diversi anni, la tecnica di  Stampa 3D (o bioprinting in 3D), però, permetterà di rispondere alle emergenze mediche man mano che si presentano.

Fra l’altro, le ossa bio-stampate sarebbero create con le cellule staminali dello stesso astronauta ferito, scongiurando anche eventuali rischi di rigetto.

Anche un astronauta molto sano rischia bruciature, danneggiamenti della pelle o una frattura delle ossa, soprattutto tenendo conto che un viaggio nello Spazio così prolungato crea un’importante osteoporosi.

LO STATO DELL’ARTE

La stampa 3D di pelle e ossa sulla Terra è decisamente avanzata, quindi troviamo una tecnologia matura che possiamo rapidamente utilizzare nello Spazio.

Per dimostrare l’efficacia del bioprinting in 3D nello Spazio, tutti i test sono stati effettuati “”a testa in giù””.

L’obiettivo finale  è arrivare a bio-stampare anche organi interni da rendere disponibili per eventuali trapianti.

Come in tutte le tecnologie utilizzate per lo Spazio, ci sarà un’accelerazione del loro sviluppo terrestre perché lo Spazio ci impone di fare di fare tutto molto più piccolo, quindi: miniaturizzazione, ottimizzazione e Trasportabilità e quello che ci si aspetta come esito del progetro, così come è successo per il microprocessore delle missioni Apollo.

LA CALL MAKER FOR SPACE

Benché la Call di Maker For Space si è chiusa il 10 luglio, #MFR19 accetta late submissions per questo tipo di progetti. Se sei del settore, hai un progetto rivoluzionario e non sei riuscito a rispondere alla Call per tempo, trovi tutte le Info QUI