Maker Faire Rome: un’opportunità per le Imprese

  27 Maggio 2019  >   Eventi · Flash · Progetti · Protagonisti · Ultime notizie

Da sempre #MFR rappresenta occasioni e opportunità. è stato così anche per l’Università di Pisa, COME CI RACCONTA IL PROFESSOR GUALTIERO FANTONI

 

Ricercatori del DII e del Centro di Ricerca dell’Università di Pisa “E.Piaggio” a #MFR18

 

Fiere, conferenze ed eventi sono momenti chiave nella vita di ogni impresa, che aiutano nell’ottimizzare gli obiettivi di marketing, sviluppo, efficienza. Maker Faire Rome – the European Edition,  il più grande evento europeo dedicato all’innovazione “dal basso”, non è mai stato davvero soltanto “un evento”: l’analisi dei dati relativi agli oltre 100.000 visitatori che riceve ogni anno le hanno permesso di generare una migliore comprensione di come un particolare tema è stato seguito e di quali risultati abbiano generato i contenuti di approfondimento e le occasioni di incontro, e trasformarsi in “piattaforma” ne è stata la naturale evoluzione.

Una piattaforma di innovazione è uno spazio per l’apprendimento e il cambiamento. Maker Faire Rome è esattamente questo: una struttura capace di rispondere alle esigenze di parti diverse, di sviluppare situazioni e strumenti per il loro incontro e di abilitarne il lavoro per il raggiungimento di obiettivi comuni. Non è un caso che a #MFR convergano awareness, education e business e che la sua eccellente abilità nell’aggregare informazioni e migliorare il networking permetta a ciascuno di questi settori di migliorare le proprie performance.

Indirizzare le scelte strategiche e tecnologiche dei suoi stakeholder, e abilitare la costruzione di soluzioni di valore per ciascuno di loro, è il core di Maker Faire Rome. Quella della digital trasformation delle aziende è una grande responsabilità perché spesso non è chiaro il punto di arrivo. Non esistono capitolati, non ci sono disciplinari da seguire. Maker Faire Rome dedica grande spazio e crea molte occasioni di confronto tra ricerca, impresa e attori capaci di tradurne i rispettivi linguaggi. Uno sforzo che si traduce in successi importanti, di accordi commerciali e solide partnership tra realtà che proprio grazie a Maker Faire Rome e al suo esteso programma di opportunità hanno avuto modo di conoscersi meglio.

E’ stato cosi anche per l’Università di Pisa, che da tempo collabora con Maker Faire Rome e che, proprio nell’ultima edizione, l’ha vista siglare un’importante collaborazione con il colosso americano Whirpool.

 

Intervista a Gualtiero Fantoni (Dipartimento di Ingegneria civile e industriale, Università di Pisa)

 

Se il primo anno ero andato a Maker Faire Rome per fare oggetti oggi spero di andare a Roma a fare affari, che specifico non significa soldi, ma valore

 

D. Professor Fantoni da diversi anni UniPisa partecipa a Maker Faire Rome. Perché per voi è importante esserci? E cosa rappresenta per Lei andare a MFR?

R. Maker Faire Rome per me è creta: non è importante come è fatta, ma come la modelli, come la adatti alle tue esigenze. Alla prima #MFR sono stato un utente passivo, ho mandato l’application per un banchino, ho partecipato ad una gara di startup, poi ho iniziato a chiedere agli organizzatori, ho iniziato a chiedere e ho avuto i primi riscontri, poi ho fatto delle proposte e mi hanno aperto lo spazio a progettare iniziative insieme. E questa non è solo la mia esperienza… per questo cerco di coinvolgere i colleghi nella co-progettazione ed invitarli a fare talk o a presentare i loro laboratori

Essere a Maker Faire Rome è importante perché, se la prima volta abbiamo partecipato come makers, come startuppers, come spin-off, dormendo in campeggio e finanziandoci il viaggio da soli,  anno dopo anno abbiamo coinvolto anche la nostra Università che aveva ricevuto l’invito a questo evento. Per noi ricercatori/imprenditori Maker Faire è un’occasione di ritrovarci con gli amici di sempre ed i maestri di un tempo, è l’occasione di rivederci con business partner e cercare di ingaggiare i grandi clienti.

 

D. Come è cambiato l’evento negli anni e qual è il suo ruolo oggi per una realtà universitaria che si apre al mercato?

R. Dalla prima Maker Faire di nerd, geek e smanettoni, dalle prime stampanti 3D e dagli hacking più improbabili, siamo passati a realtà che avevano fatto il botto su kickstarter, alle interlocuzioni con i grandi player dell’elettronica ad ora in cui personalmente vengo a Maker Faire Rome per discutere con i colleghi di altre università, per incontrare i fornitori ed i clienti delle mie spin-off, per cacciare e catturare qualche buona testa e poi per il piacere di stare in quel marasma organizzato nel quale mi perdo più cose di quelle che riesco a vedere.

Il trasferimento tecnologico è una brutta bestia e farlo bene significa accettare che molti tentativi vadano a vuoto. Con la spinta verso il trasferimento occorre essere pro attivi verso il mercato, cercare occasioni, non disdegnare test, cercare di portare a casa applicazioni in campo industriale, lavorare a demo e poc. Se tieni gli occhi aperti e sei aperto all’ascolto magari anche dalle domande che ti fanno trovi qualcosa su cui lavorare, ti accorgi di una prospettiva diversa o impari qualcosa che non sapevi.

 

D. Cosa ha significato davvero questo cambiamento per UniPisa?

R. A Maker Faire spesso faccio dei talk nei quali illustro i risultati delle attività di ricerca che spero di consolidare, di testare sul mercato o di trasformare in prodotti o servizi. A questi talk spesso vengono poche persone (anche meno di 15), ma quelli che vengono sono attenti ascoltatori e, se sono stato bravo, si trasformano in beta tester, in clienti, in canali di distribuzione.

Le ultime due Maker Faire sono state molto positive per me, il mio team di ricerca e le mie spin-off. Abbiamo “agganciato” Whirlpool che ci ha fatto testare uno strumento di analisi della maturità digitale delle imprese e uno strumento di misura delle competenze. Siamo diventati un loro fornitore e stiamo lavorando con loro (e non solo per loro) a nuovi progetti totalmente finanziati dall’impresa.

L’edizione 2018 è stata ancora più interessante in quanto sono riuscito, grande merito va agli organizzatori di #MFR, ad interagire con importanti editori italiani, a discutere con professionisti della formazione online, a ragionare di politiche con le associazioni di categoria e con i policy makers.

Quest’anno sto anche collaborando con MFR ad una iniziativa che vedrà coinvolti i giovani ricercatori e dottorandi: una “super – idea” a cui sono” super – orgoglioso” di poter collaborare!

 

Maker Faire Rome

 

D. Cosa appezza UniPisa dell’evento e di MFR nel suo complesso

R Gli studenti vengono per farsi un’idea delle tecnologie e delle loro applicazioni o dei tentativi di trasferimento tecnologico, i futuri imprenditori vengono all’evento per vedere chi ci sta provando (startupper) e chi ce l’ha fatto, gli startupper apprezzano la varietà e provano a vendere qualcosa o a lasciare almeno dei biglietti da visita, i laboratori fanno disseminazione e divulgazione, qualche dipartimento fa orientamento e marketing… insomma, Maker Faire non è una cosa sola, dipende da cosa vuoi e da come la vuoi vedere.

Per chi vuole farsi vedere o fare personal branding è anche quello: magari stare su un palco con 200 startupper, studenti e imprese davanti può essere una bella sensazione ed una grande occasione!

 

D. Secondo Lei, che cosa caratterizza i business partner che Uni Pisa cerca?

R. La mia è una Università generalista, con docenti che insegnano le materie più diverse, perciò non me la sento di parlare per tutti, ma di sicuro per noi ingegneri Maker Faire è un posto di contatti trasversali, talvolta i contatti sono buoni e qualificati (per fare progetti insieme e sviluppare mercati) altre volte è un ragazzino che decide di fare l’ingegnere da grande perché ha visto un robot o è rimasto affascinato da un mio dottorando che faceva funzionare un chatbot.

Il risultato di #MFR non sai quando arriverà, ma se hai fatto del tuo meglio e hai portato contenuti, qualcosa tornerà di sicuro.

 

D. Last but not least: saprebbe indicarci cinque ottimi motivi che hanno reso eccezionale la presenza di Uni Pisa a Maker Faire Rome?

R. Maker Faire Rome è una palestra: non è divertente (se non sei uno spettatore è dura!), non è profumata (hai da portare ed allestire tutto), fai una gran fatica (12 ore in piedi!), ma poi al mare ti guardano tutti! I risultati si vedono alla fine e di solito sono buoni.

Infatti tutti gli anni quando la domenica finisce l’evento dici mai più, ma il lunedì conti i biglietti, discuti con i colleghi, mandi le mail e così via… dopo un mese uno ti incontra dicendoti ti ho visto a Maker Faire Rome uno ti chiama dicendo che suo figlio gli ha ricordato il tuo prodotto e puntualmente, da settembre in poi la parola d’ordine è “tanto ci si trova a Maker Faire Rome!

Parlando di “cinque ottimi motivi che rendono eccezionale la nostra presenza a #MFR” potrei elencare questi:

  1. far giudicare al mercato dei pre-prototipi
  2. far toccare con mano le nostre tecnologie consolidate
  3. incontrare colleghi, fornitori, clienti e partners ma anche i competitors che danno il sale al nostro lavoro
  4. trovare nuove occasioni di mercato
  5. trovare nuovi spunti di lavoro

 

Grazie mille Professor Fantoni, è stato un onore poterLa intervistare e avere il suo punto di vista su Maker Faire Rome. Con Lei e con l’Università di Pisa ci diamo appuntamento a Roma, dal 18 al 20 ottobre 2019 per la VII edizione della Manifestazione!

 

Vi aspettiamo dal 18 al 20 ottobre per la VII edizione di Maker Faire Rome!