LE NUOVE SCELTE URBANISTICHE PASSANO DAL RICICLO

  29 Gennaio 2020  >   Eventi · Flash · Progetti · Protagonisti · Ultime notizie

Demolizioni addio: Parigi sceglie la “decostruzione selettiva” che recupera i materiali 

Niente dinamite, zero esplosioni. Alle porte di Parigi, un mega-edificio sarà sostituito da un eco-quartiere. Riutilizzando, riciclando e risparmiando

Ivry-sur-Seine è un comune situato nell’immediata periferia di Parigi. Con il tredicesimo arrondissement della capitale francese non c’è alcuna soluzione di continuità. È qui che sorge il comprensorio (“cité”) Gagarin. Un immenso immobile a forma di “T”, che un tempo ospitava 376 appartamenti. E che prese il nome del celebre cosmonauta sovietico poiché egli stesso lo inaugurò nel 1963.

Nel corso degli anni, però, l’immobile destinato principalmente agli operai, ha subito non soltanto le trasformazioni dell’economia locale, sempre più legata al turismo, ma anche l’usura del tempo e la mancanza di ristrutturazioni.

Così, la cité Gagarin ha cominciato a riempirsi di crepe, ruggine. Fino a diventare insalubre, seppur non disabitata. Di qui la decisione, assunta dal Comune, di raderla al suolo e di far sorgere al suo posto un eco-quartiere. La cui natura, appunto, ecologica, passa anche dalle scelte in termini di riciclo e riuso.

30mila tonnellate di cemento e mattoni da riciclare

Non sarà infatti la dinamite ad abbattere la cité Gagarin, ma una “decostruzione selettiva”, come è stata battezzata dai promotori dell’iniziativa. Perché buttare via le circa 30mila tonnellate di cemento e mattoni che la compongono? Meglio riciclarle. Il che significherà rendere rifiuto soltanto il 10% dei materiali (principalmente quelli contaminati da sostanze come il piombo).

La demolizione della cité Gagarin a Parigi

Le macerie saranno inviate a delle cave estrattive che le frantumeranno e le renderanno granuli utili per fabbricare strade. Circa 2.500 metri cubi saranno poi utilizzati sul posto, per le strutture della cittadina che sorgerà al posto della cité. Il resto sarà riutilizzato in altri cantieri.

Allo stesso modo, saranno riciclati termosifoni in ghisa (“Che possono durare ancora 50 se non 100 anni), porte, estintori, cassette delle lettere. Tutto sarà smontato e inviato ad imprese specializzate. In collaborazione con la start-up Backacia, specializzata in operazioni di ristrutturazione finalizzata al riuso.

Residenti de la Citè Gagarin assistono alla demolizione
Residenti de la Citè Gagarin assistono alla demolizione

«Nel settore immobiliare dobbiamo prepararci ad un cambiamento profondo»

«In questo modo – ha spiegato al quotidiano Le Monde Sandy Messaoui, direttore di Gran Paris Aménagement, azienda alla quale fa capo il progetto alla periferia di Parigi – diminuiamo le emissioni di gas ad effetto serra, evitiamo di intasare le discariche e di estrarre altro materiale per fabbricare cemento. I rifiuti diventano così una risorsa, generatrice di valore per la città. Viste le dimensioni, questa iniziativa è un esempio di innovazione».

Il tutto con l’obiettivo di fare del bene al Pianeta, ma anche di risparmiare: «Non inviando materiali in discarica si spende decisamente meno», conferma uno dei dirigenti del progetto di demolizione della cité Gagarin. «Si tratta di cominciare a lavorare in modo diverso» aggiunge Messaoui. «Dobbiamo prepararci ad un profondo cambiamento nella cultura professionale. Un cantiere come questo, domani, sarà la norma». Secondo i promotori del progetto di decostruzione della citè Gagarin, in futuro il ricorso alla dinamite per abbattere edifici dovrebbe essere abbandonato.

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L’articolo originale completo a cura di Andrea Barolini è disponibile qui