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Altre musiche per altri mondi
Altre musiche per altri mondi

Altre musiche per altri mondi

Formalmente tutto parte dai simboli musicali ricercati nelle loro possibilità di senso fuori dal pentagramma entro la quale svolgono la loro proverbiale funzione, ed in particolare dal segno croma inteso come modulo "interlinguistico" e usato come "mattone" di tutto ciò che costiutuisce questa opera totale: modellata in 3D la croma è clonata all'infinito in uno spazio libero in cui scoprire altre funzioni e divenire altro. Attraversando i diversi linguaggi le evoluzioni di questi segni divenuti danzatori si concretizzano nelle sculture (stampate in 3D con aggiunta di interventi a mano), nelle stampe, nei video e nella realtà virtuale appositamente realizzata dall'artista. Nella performance (proposta più volte nell'arco di tempo di permanenza dell'installazione) la realtà virtuale (normalmente predisposta per la fruizione del pubblico) è perlustrata in tempo reale dalla performer la cui esperienza è trasmessa su un grande schermo che diviene video-fondale di una perormance audiovisiva interattiva in cui si mette in scena una futuristica danza dello sguardo. L'artista e musicista si troverà in una postazione laterale con i suoi strumenti musicali (prevalentemente sintetizzatori ma non solo) improvvisando dal vivo e caratterizzando l'ambiente dell'esperienza immersiva nell'headset di realtà virtuale come nell'ambiente scenico inaugurato dall'installazione, "accompagnando" quindi l'esperienza della performer (ma saltuariamente anche quella dei fruitori) in questo mondo fatto di segni liberati da quella che chiameremmo la loro funzione primaria. Il senso profondo dell'operazione trova fondamento non solo nella volonta di proseguire quella tradizione delle avanguardie che ha visto la scrittura musicale divenire altre arti ed elaborare delle scritture spaziali per libere improvvisazioni (come le mie) ma ancor più nelle sue caratteristiche metaforiche: la capacità dell'arte di immaginare sempre ulteriori possibilità esistenziali per tutte le cose. I segni musicali fuori dal pentagramma sono la metafora del "non omologato", diverso, "fuori dalle righe" in generale e vedere come fuori da certe "griglie social-mentali" si possano immaginare processi vitali e significativi mi sembra estremamente interessante in quanto si spera "alleni" le persone all'apertura di visioni e al superamento della paura per il diverso, verso ciò che sfugge alle maglie dell'abituale.
Italy


Altre musiche per altri mondi

Lino Strangis

Lino Strangis is a multimedia artist (video art, virtual reality, sound art, 3D sculpture, multimedia performances), musician and director, he lives and works in Rome and Turin. Since 2005 he has participated in numerous international festivals, exhibitions and reviews in Italy and abroad (Ars Electronica, Biennale del Mediterraneo, Videoformes, City Sonic, Proyector, Athens Videoart Festival, Invideo and many more) and is the protagonist of many solo and group exhibitions in galleries and prestigious museums including MACRO (RM), MAXXI (RM), MUSEO PECCI (PO), FABBRICA DEL VAPORE (MI), Museo RIso (PA), MAUTO (TO), PAN (NA), GAMC (Viareggio), White Box Museum Of Art (Beijing), MuBA (S.Paulo). Also active in the field of environmental installations and multimedia scenography he has created stage sets and audiovisual contributions for his own performances as well as for theater directors including Carlo Quartucci and musical events such as the 70th GALA CONCERT of the National Conservatory of Kazakhstan.


Stand D17 (pav. 3) - Pasqualino (detto Lino) Strangis


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Dati aggiornati il 20/10/2019 - 17.32.19