Da Kartell la prima sedia creata con l’Intelligenza Artificiale

  18 Aprile 2019  >   Curiosità · Flash · Progetti · Ultime notizie

design, arredamento e la rivoluzione dell’AI: ecco il modello di sedia interamente generato da un algoritmo

 

Il designer Philippe Starck e Claudio Luti, Presidente di Kartell

 

 

Pensiero creativo e intelligenza artificiale si sono fuse per concepire un modello di sedia totalmente elaborato da un algoritmo e un famoso designer, Philippe Starck “AI” ha rispettato le richieste originali poste dal designer e dall’azienda. Ovvero, quelle di essere una sedia, confortevole, dotata dei requisiti strutturali di resistenza e solidità richiesti per ottenere le certificazioni, rispettosa di alcuni canoni estetici di essenzialità e pulizia delle linee.

Non è la prima volta che Kartell ha interagito con la meccanica nella realizzazione di processi industriali finalizzati a trasformare un disegno in un prodotto riproducibile su larga scala attraverso stampi sempre più sofisticati ma oggi, quello che si è concretizzato, è un vero e proprio connubio fra intelligenza artificiale e intelligenza umana che Philippe Starck definisce Intelligenza naturale. Come spiega il designer “Tutto nasce dalla domanda posta a un’intelligenza artificialeArtificial Intelligence, sapresti come far riposare il nostro corpo utilizzando la minor quantità di materiale? E l’Artificial Intelligence, priva di cultura e di ricordi, senza influenza, ha risposto solo con l’intelligenza, la sua intelligenza artificiale consentendo di progettare la prima sedia fuori dal nostro cervello, dalle nostre abitudini e da come siamo abituati a pensare. Davanti a noi si apre dunque un nuovo mondo illimitato”. 

 

La sedia “AI” presentata al 58esimo Salone del Mobile di Milano

Ciò che  rende la sedia  A.I, pensata da un essere umano ma co-progettata con un computer, diversa dai precedenti progetti di Starck è dunque la co-creazione tra uomo e macchina. E anche per Kartell “AI” ha rappresentato sin dall’inizio una sfida molto ambiziosa. “Quando Philippe mi ha sottoposto la sua idea ho accettato subito la sfida di avviare una produzione industriale su un progetto che per la prima volta non nasce dalla nostra relazione diretta ovvero dalla dialettica tra me e lui in questi trent’anni di collaborazione”, ha commentato Claudio Luti, presidente del colosso del design Made in Italy.

“AI” dimostra ancora una volta come design e tecnologia stiano viaggiando da tempo in un abbraccio sincronico. E, se questo sarà il futuro della progettazione industriale, sarà solo il tempo a dircelo. Tuttavia, anche quando l’intelligenza artificiale riesce a creare qualcosa di straordinario ciò che può rassicurare tutti è che ha ancora bisogno di qualcuno che le dica cosa fare.


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